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Sono specializzato in medicina del lavoro e opero come medico competente ai sensi del Decr. Leg.vo 81/08 e 106/09 per aziende principalmente a milano e in lombardia. Puoi accedere al mio sito professionale o al mio profilo linkedin i cui link sono riportati qui sotto. Consigli per la lettura del blog: in evidenza l'ultimo post; puoi leggere tutti i post cliccando sugli argomenti etichettati al fondo pagina oppure dall'archivio cronologico postato al fondo pagina. Il blog è per scelta, dignità e decoro libero da ogni forma di pubblicità diretta e indiretta. Si prega di non utilizzare i recapiti presenti in questo blog per l'invio di materiale pubblicitario. Ogni abuso sarà segnalato alle autorità competenti. Le informazioni obbligatorie per legge (recapiti, partita IVA, iscrizione ordinistica, ecc.) sono reperibili sul mio sito professionale: http://www.medicodellavoro.org/

martedì 24 gennaio 2012

Ernie, Protrusioni e Spondilodiscopatie Lombari: Criteri per la Denuncia/Referto di Malattia Professionale



Segnalo un articolo, non recente, ma utile al medico competente quando deve decidere se inoltrare la denuncia di malattia professionale/referto in caso di ernia discale, protrusione discale o altre spondilodiscopatie del tratto lombare.
Fermo restando che un medico a fronte di una patologia inserita nelle tabelle di cui al D.M. 11 dicembre 2009 e in presenza del fattore di rischio ha l'obbligo di segnalare la sospetta malattia professionale, rilasciare il I certificato ed inoltrare il referto, il medico del lavoro ed in particolare il medico competente dell'azienda ha le conoscenza e dispone della documentazione (documento di valutazione dei rischi) per poter riflettere se inoltrare o meno la denuncia/referto. Occorre specificare che questa visione non è condivisa da alcuni organi di vigilanza e da alcune Procure della Repubblica che insistono sul fatto che il medico, indipendentemente dalla sua valutazione, ha l'obbligo di inoltrare la denuncia/referto e poi saranno gli organi competenti (INAIL e Asl) a svolgere l'indagine.
Tuttavia l'articolo propone un criterio di interesse che vale la pena discutere.
Si tratta di "Criteri per la denuncia ex D.M. 27/4/04 delle spondilodiscopatie del tratto lombare e dell'ernia discale lombare" di M. Coggiola, C. Romano, A. Baracco, Gian Mario Giachino, A. Berra, P. Piolatto - G Ital Med Lav Erg 2005; 27:4, 401-406.
Le malattie incluse nel D.M. 27/4/04 (all'epoca in cui gli autori scrissero l'articolo) e ora D.M. 11/12/09 sono:
le spondilodiscopatie del tratto lombare e l'ernia discale lombare.
Gli autori in sintesi suggeriscono di denunciare le seguenti forme patologiche.

  • i quadri di artrosi lombare anteriore che siano radiologicamente caratterizzati almeno dalla triade:

1) sclerosi reattiva delle limitanti somatiche superiore ed inferiore
2) proliferazione osteofitaria marginale
3) riduzione dello spazio intersomatico

  • le alterazioni del disco intervertebrale rese evidenti con appropriati esami di diagnostica per immagini (RM o TC), comprese anche le protrusioni discali, purchè determinino interessamento radicolari.
In presenza di un indice di rischio NIOSH superiore a 2 e con un'esposizione di almeno 5 anni.

Qualora non si disponga di un indice di rischio essi suggeriscono al medico competente una metodologia di valutazione per arrivare  a determinare l'effettivo rischio o meno.
Questo ultimo punto mi lascia un po' perplesso: può il medico competente valutare, indipendentemente dal documento di valutazione dei rischi, una situazione e stabilire, anche ai fini della denuncia, l'entità del fattore di rischio?
A mio avviso, in assenza di un indice di rischio esplicitato nel D.V.R. ma solo genericamente indicato come "movimentazione manuale dei carichi", come molte volte accade, dovrebbe:
1) suggerire al doatore di lavoro e R.S.P.P. e R.L.S. di effettuare un approfondimento e offrire la propria collaborazione
2) inoltrare la denuncia/referto in quanto, in assenza di un indice di rischio documentato nel D.V.R., deve prevalere un principio di precauzione.
Per leggere la pubblicazione scientifica:

29 commenti:

Anonimo ha detto...

VORREI SAPERE SE PER QUESTA PATOLOGIA ESISTE COME UNICA SOLUZIONE L'INTERVENTO: (RM RACHIDE LOMBO SACRALE)
PRESENZA DI SCOGLIOSI SINISTRO CONVESSA
ALTERAZIONI SPONDILOSICHE CON DISCOARTROSI
LIEVE ANTEROLISTESI DI L-4 SU L-5
ARTROSI DELLE FACCETTE ARTICOLARI
PRESENZA TRA L-4 E L-5 DI PROTUSIONE ERNIARIA DISCALE CON FISSURAZIONE DELL'ANULUS DISCALE CON IMPRONTA SUL SACCO DURALE E RESTRINGIMENTO FORAMINALE BILATERALE
PRESENZA TRA L-5 E S1 DI PROTRUSIONE ERNIARIA DISCALE CON IMPRONTA MEDIANA SUL SACCO DURALE
PRESENZA DI ISPESSIMENTO DEI LEGAMENTI GIALLI TRA L-4 L-5 E TRA L-5 E S1
CONSERVATA L'AMPIEZZA DEL CANALE CENTRALE
ASSENZA DI ALTERAZIONI DEL CONO MIDOLLARE.
GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE, DESIDERO URGENTEMENTE UNA VOSTRA RISPOSTA

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Deve consultare un ortopedico o un neurochirurgo in quanto io mi occupo di medicina del lavoro e non saprei darle un consiglio chirurgico.

magaz udine ha detto...

buongiorno, 5 anni fa movimentando dei carichi sul lavoro, mi sono bloccato per circa 10 gg, fatta la resonanza e trovate 2 ernie, 5ta e 6ta o 6ta e 7ma, ogni anno si fanno sentire, prendendo degli antiinfiammatori riesco a controllarle, salvo questo ultimo anno che si fanno sentire piu spesso (continuo a svolgere le stesse mansioni), volevo sapere se ho diritto a qualche tipo de indenizzo, ho queste ernie sono considerate malattia professionale. Eventualmente quelè la prassy ad eseguire.
colgo l'ocassione per ringraziare la vostra attenzione

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Se lei movimenta carichi nel corso della sua attività lavorativa e sei lei ha informato il medico competente del riscontro di ernie, il medico competente avrebbe dovuto valutare bene il caso e probabilmente effettuare la denuncia/referto/I certificato di malattia professionale. Se ciò non è stato fatto può rivolgersi direttamente al servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro della asl di competenza territoriale, segnalando che lei si è rivolto al medico competente il quale non ha effettuato la denuncia.
Può anche rivolgersi al patronato o farsi inviare, tramite prescrizione del medico curante di "visita di medicina del lavoro", presso un istituto di medicina del lavoro (presente in genere in ogni grande città) oppure rivolgersi ad un medico privato. Qualsiasi medico, quando ci sono gli estremi, ha l'obbligo di effettuare la denuncia di malattia professionale.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Forse ho capito male: se si tratta di ernie del tratto cervicale non può essere considerata malattia professionale. Se si tratta di ernie lombari invece si.

Anonimo ha detto...

buongiorno si puo avere un recapito per una cinsulenza telefonica?

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

023452021

Anonimo ha detto...

Buonasera sono da poco rientrata al lavoro dopo 4o gg di convalescenza post intervento discectomia l5 s1. Per arrivare al lavoro ho trenta min di auto e svolgo lavoro sedentario (11 anni). Chiedo se per un periodo io possa godere di orario ridotto, magari cinque ore dal momento che accuso dolori da seduta. Se si a chi posso rivolgermi. Ho altre due protrusioni, sono impiegata con lavoro 100%sedentario. Grazie

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Il medico competente non può disporre limitazioni dell'orario di lavoro nè esprimersi sulla tratta casa-lavoro ma può solo riconoscere delle limitazioni dell'attività lavorativa. Nel suo caso potrà solo indicare di introdurre pause posturali dall'attività seduta fissa ma non potrà andare oltre. Dovrà percorrere altre strade se desidera una limitazione dell'orario di lavoro.

MAURO M ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MAURO M ha detto...

Buongiorno, ottobre 2009 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico di laminectomia decompressiva e artrodesi posterolaterale V L- I S con fissatore interno causa infortunio sul lavoro non riconosciuto e predita del medesimo.Attualmente invalidità civile 46%, legge 68 con dterminate limitazioni(evitare lavori gravosi,fattori di sovraccarico biomeccanico per il rachide e gli arti inferiori, ecc), sono stato assunto giugno 2012 con chiamata numerica presso un industria mettallurgica tramte collocamento mirato disabili, medico aziendale ha posto limitazioni di peso e che posso sedermi quando troppo in piedi, in azienda continuano a farmi sollevare pesi e non mi permettono di sedermi dopo un tot di tempo;attualmente sono in malattia per blocco arti inferiori dovuto a ultimo sforzo sul lavoro, a dicembre in azienda sono stato convocato da responsabile sicurezza e mi ha comunicato che il mio contratto di lavoro che scade a magio 2014 non verrà rinnovato causa si sono accorti dei miei problemi sono veri;prima uccidono e poi licenziano.Domanda data la mia situazione nessuno mi può tutelare in merito?Fiducioso di un Vostro riscontro in merito porgo cordiali saluti.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

1) Bisognerebbe capire la patologia diagnosticata nel 2009 ed il tipo di lavoro che lei ha svolto. Forse ci sarebbero stati gli estremi di una malattia professionale più che un infortunio.
2) Se il medico competente ha espresso delle limitazioni e l'azienda non le ha rispettate, sarebbe stato lei il primo a doversi tutelare presentando un esposto alle autorità competenti in quanto il mancato rispetto del giudizio di idoneità è un reato penale.
3) Se ora ha avuto un blocco articolare acuto a seguito del sollevamento di un carico avrebbe dovuto recarsi al pronto soccorso per aprire l'infortunio. Anche questo l'avrebbe tutelato un po' di più.
Ora l'unica cosa che può fare è valutare se persistono gli estremi di una malattia professionale.

MAURO M ha detto...

Buonasera Dott. Cristiano Ravalli, grazie della sua celere e cortese risposta, mi concede di mandarle dei referti via mail per chiarire i suoi dubbi e porle altri quesiti?Cordiali saluti

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Non posso effettuare consulenze articolate, come il suo caso, a mezzo e-mail o telefonico. le consiglio di rivolgersi ad un medico del lavoro della sua città.

Anonimo ha detto...

Buonasera dottore lavoro in un'azienda chimica dal 1993 dopo circa 6 anni di lavoro stressante e il continuare per tutto il giorno a correre e salire 3 piani di scale in ferro ho cominciato ad avere una forte lombalgia nell'anno 2000 colpo della strega e poi visto dalla RMN protusione discale L5-S1 ho sofferto molti anni facendo anche innumerevoli malattie, nessuna cura funzionava e il lavoro era sempre pesante sperando che l'azienda si modernizzasse.. poi nel 2010 dopo un'ispezione asl ad alcuni lavoratori ci vengono riconosciute malattie professionali. nel mio caso 8%, ma le mie condizioni sono sempre più peggiorate oggi ho dolore e rigidità che parte dalla schiena fino alla fascia plantare, l'anno scorso sono stato classificato Fibromialgico con Sindr. da stanchezza cronica, oggi sono incapace di stare in piedi e camminare per altre un'ora, sto perdendo il lavoro che ho dovuto portare a 4 ore al giorno.mi può aiutare? il patronato mi ha fatto richiedere invano l'invalidità INPS ma perso che bisogna chiederla all'INAIL
raymondbard@hotmail.it

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Sono casi che non si possono trattare a mezzo e-mail. Deve rivolgersi al medico competente della sua azienda che potrà effettuare ulteriori esami ed eventualmente un aggravamento della malattia professionale.

Anonimo ha detto...

buongiorno. lavoro in una ditta alimentare dal 2002 e dal 2010 soffro di lombalgia da discopatia L4-L5. nel 2011, a Peschiera, sono stata operata con spaziatore interspinoso L4-L5 e successivamente nel 2012 ho seguito endoscopia per una revisione al nervo sciatico a sinistra. ho chiesto l'invalidità civile ed il risultato è stato: 35%. dopodiché ho ripreso il lavoro aggravando la situazione. nel 2013 ho subito un intervento in un ospedale di Rovereto per rimozione dello spaziatore, laminectomia e faccectomia L4, fissazone con viti e barre L4-L5. ho fatto la domanda per la malattia professionale, la risposta di essa è stata archiviata. successivamente ho fatto anche il ricorso, la risposta: per la malattia professionale per questo diagnostico, purtroppo non si può far nulla sulla RMN non ernie, l'intervento è stato fatto per stabilizzazione di colonna su progresso intervento eseguito in altra sede (non so se in Italia o alrto). nella parentesi precedente la dott. del patronato non riconosce che tutti gli interventi che ho subito sono stati in Italia. chiedo cortesemente se mi potrebbe dire se questa malattia è cnsiderata malattia professionale o no.
grazie.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Non posso fare una consulenza del genere a mezzo e-mail con qualche elemento descritto sinteticamente. Se è stato respinto il ricorso, può tramite un avvocato ed un medico legale o un medico del lavoro, fare causa all'INAIL per farsi riconoscere la malattia professionale. Questo dopo che il medico le abbia data un minimo di possibilità che la malattia possa essere riconosciuta come professionale.

Anonimo ha detto...

buonasera ho avuto un episodio il 27 marzo 2014 mentre spostavo dei carichi sono rimasto bloccato a terra con un fortissimo dolore lombare .mi portano al pronto soccorso e dalle lastre non rsulta niente di rotto dopo 7 giorni di punture inutili mi reco all 'inail
mi fanno fare una risonanza e risultano delle protusioni erniarie anche di ampio raggio ma non mi viene riconoscuto l'infortunio perche' mallatia comune.o faccio un lavoro in un centro commerciale in un reparto dove si movimentano moltissimi pesi tra quali batterie auto tolle di vernici legna terra ecc. dopo 13 anni non e' possibile che queste protusioni mi siano state create da tutti questi sforzi che ogni giorno faccio? qundi non e' riconducibile a malattia proffessionale?

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

L'inail ha respinto l'infortunio. Tuttavia esistono gli estremi per denuncia di malattia professionale che deve pervenire all'inail per poter aprire la pratica di verifica. L'inail direttamente non lo fa! Se informa il medico competente del suo centro commerciale egli dovrà (ha l'obbligo) di inoltrare la denuncia di malattia professionale in presenza (nel suo caso) di protrusioni e se svolge ovviamente un'attività di movimentazione manuale di carichi.

Anonimo ha detto...

VORREI SAPERE PE......(NOTE DI DISCOPATIA DEGENERATIVA L4-L5CON PROTRUSIONE POSTERIORE UNIFORME DEL DISCO INTERVERTEBRALE CON IMPRONTA SUL SACO DURALE.VORREI SAPERE SE E MALATTIE PROFESIONALE .GRAZIE

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Se lei svolge un lavoro in cui movimenta pesi, il medico competente della sua azienda ha l'obbligo, in presenza del quadro da lei descritto, di rilasciare il I certificato medico di malattia professionale e di redigere la denuncia/referto. L'INAIL poi valuterà e, nel caso, la riconoscerà come malattia professionale e la indennizzerà.

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Ravalli, vorrei esporle il mio caso per avere un suo parere. Ho 39 anni e da più di 20 anni lavoro in ospedale come infermiera. Ho sempre lavorato su turni, svolgendo notti e festivi anche quando le notti si facevano in non più di due persone e con carichi di lavoro che si protraevano per 11 ore senza mai lamentarmi perchè amo il mio lavoro. Ormai da anni soffro di dolori cervicali e alla schiena e poco più di un anno fa ho inziato ad avere fortissimi dolori al braccio sinistro. Presentandomi in pronto soccorso mi è stata diagnosticata una cervicobrachialgia. Ho effettuato le cure del caso, ma nell'arco dei mesi successivi il problema si è ripresentato alternativamente anche al destro. Ad agosto dietro prescrizione ortopedica ho effettuato una rm cervicale e l'esito è stato il seguente: “Rettilineizzazione della lordosi. Dischi intersomatici disidratati con minima riduzione d'ampiezza di C5-C6. In C5 - C6 si osserva protrusione discale ad ampio raggio con maggiore componente posteriore mediana che impronta il sacco durale senza impronta sulla corda midollare.” Ho presentato l'esito al medico del personale della mia azienda il quale mi ha inviato dal fisiatra che mi ha prescritto un ciclo di 20 sedute di fisioterapie inclusa la schiena che però ho già terminato e che hanno risolto solo momentaneamente il mio problema, anzi hanno evidenziato ancor di più i problemi che avevo anche sulla regione lombare. Rivolgendomi allo stesso ortopedico che mi aveva già visto la prima volta mi ha prescritto una rm lombare, l'esito è stato: “Lieve scoliosi sinistro convessa; appuntimento delle marginali somatiche per iniziali alterazioni artrosiche; a L4-L5 arrotondamento del profilo posteriore del disco intersomatico senza evidenti compressioni delle strutture nervose; alterazioni artrosiche ai massicci articolari in particolare a destra dove appaiono ipertrofici. A L5-S1 ipertrofia dei massicci articolari di destra che presentano alterazioni artrosiche.” Il mio non è un tentativo di avere reparti “agevolati”, ma ho due bambini piccoli e a volte non riesco nemmeno a prenderli in braccio precludendomi una delle gioie più grandi sia per loro che per me. Vorrei sapere se sulla base di ciò che ho scritto possa avere diritto a qualche limitazione. Se possibile vorrei sapere se riceve anche privatavamente per consulenze a Milano. Grazie

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Dipende dal tipo di lavoro svolto. Se svolge solo un'attività di coordinamento, probabilmente, il medico competente non esprime alcuna limitazione. Se invece svolge anche un'attività di movimentazione pazienti allora è ovvio che necessiti di alcune limitazioni quali la movimentazione pazienti solo con ausilii oppure escludere in toto la movimentazione pazienti, anche il semplice accompagnamento alla carrozzina (ad es.).
Se il medico ha espresso un giudizio di idoneità senza limitazioni e lei pensa di non essere tutelata può presentare ricorso, entro 30 giorni, alle apposite commissioni presso la asl territorialmente competente. Infine, se ha movimentato pazienti negli anni precedenti, esistono gli estremi per i quali il medico competente avrebbe dovuto effettuare la denuncia di malattia professionale (per il quadro lombare). La denuncia può essere fatta, se ci sono gli estremi, anche dal suo medico curante (però lo sconsiglio perchè sono poco avvezzi a questa pratica), dal medico dei patronati che offrono assistenza gratuita, oppure da un medico privato. Nel mio caso il costo (se ci sono gli estremi) è di 350 euro + iva. La denuncia non significa poi che l'inail la riconosca in automatico e potrebbe anche respingerla.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per le delucidazioni in merito. La rm lombare non è stata ancora vista dal medico del personale perchè, così come i precedenti accertamenti diagnostici, ho svolto tutto privatamente in quanto, nonostante una mia richiesta di ulteriori accertamenti mentre stavo effettuando le sedute di fisioterapia, il medico del personale ha rimandato la prossima visita a giugno senza però limitarmi in alcun modo dal punto di vista del lavoro. Non sono una coordinatrice, lavoro in un reparto di emodialisi dove spesso (oltre alla mobilizzazione dei pazienti) sono costretta a spostare macchinari molto più grossi di me (sebbene siano provvisti di ruote) e carrelli contenenti materiali di dialisi che possono superare i 50-60 kg. Ho chiesto un suo parere in merito proprio perchè non avendo mai negli anni richiesto alcun trattamento speciale, non avevo alcuna idea se queste risonanze da poco eseguite potessero limitare almeno in parte il mio lavoro, dal momento che gli sforzi che faccio giornalmente purtroppo limitano molto anche la mia vita fuori dal lavoro. Proverò a sollecitare di nuovo una visita col medico del personale presentando l'ultima risonanza effettuata, qualora non venisse di nuovo accolta la mia richiesta, la contatterò immediatamente tramite il numero di telefono che ho trovato sul sito. La ringrazio ancora. Cordiali saluti.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

La visita su richiesta deve essere effettuata in un tempo ragionevole che, sebbene non specificato nella normativa, si può ipotizzare in 15 giorni. Pertanto può presentare un esposto scritto a mezzo raccomandata a/r al servizio Tutela della Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro della ASL territorialmente competente, segnalando la violazione dell'art. 41, comma 2, lettera c) del D.Lvo 81/08. Trattasi di reato di natura penale.

Anonimo ha detto...

Dottor Ravalli è stato gentilissimo. La ringrazio ancora per tutte le risposte che mi ha dato. Cordiali saluti.

Anonimo ha detto...

Gentile Dott. Ravalli,
la disturbo ancora perchè prima di passare ad un'esposto alla Tutela della Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro della ASL territorialmente competente, vorrei essere sicura di muovermi nel modo corretto. Ho inviato una nuova lettera protocollata al medico del personale, informandolo della risonanza lombare eseguita e sottolineando il fatto che la fisioterapia aveva alleviato solo momentaneamente i miei problemi. Tenga presente che la settimana scorsa ho dovuto trasportare ( fortunatamente con l'aiuto di una collega ) una delle nostre macchine in un'altro reparto. Tale compito ha nuovamente risvegliato i problemi cervicali e lombari che mi sono trascinata per giorni assumendo antidolorifici e antinfiammatori, ma alla fine sono stata costretta a letto per due giorni di cui solo uno di malattia. Avendo ricevuto convocazione nel giro di una settimana dal medico del personale, mi sono presentata da lui presentando l'esito della risonanza e sottoponendogli il problema del trasporto macchine di cui già gli avevo parlato in precedenza, mostrando anche le specifiche tecniche nelle quali viene riportato il peso (escluso di materiale emodialitico) che si aggira intorno ai 150 kg. La sua risposta è stata che comunque le macchine sono su ruote, quindi gli sforzi dei quali io parlo non sono paragonabili al lavoro in un reparto di degenza. Sono giovane e non sono una persona che si lamenta inutilmente, le ruote di cui si parla ( di dimensioni molto piccole) non compensano il peso della macchina con tutti i tubi che fuoriescono. Negli ultimi mesi ho perso anche molto peso, peso che al mio rientro dalla maternità mi era stato indicato come problema scatenante i miei dolori cervicali e lombari. A suo dire nessuna delle due risonanze da me presentate ha gli estremi per richiedere qualche limitazione, anche semplicemente il trasporto con aiuto di un collega delle macchine, che durante il turno notturno e nei giorni di reperibilità devono essere trasportate esclusivamente dall'unica infermiera in servizio, che deve trasportare poi successivamente anche un'altro carrello con tutto il materiale occorrente per la seduta emodialitica di emergenza. Mi è stato semplicemente consigliato, dal momento che non si può più dare la colpa al sovrappeso post gravidanza, di fare un tipo di ginnastica che fortifichi la mia muscolatura. Francamente non so più cosa pensare. E' giusto quello che mi continua a ripetere il medico del personale o con le risonanze da me eseguite di cui già le avevo scritto il referto ho diritto a qualche limitazione? Il medico mi ha nuovamente detto che mi rivedrà a giugno ma al momento il giudizio scritto è : “Idonea con prescrizione”, che non ho ancora capito cosa significhi. Cosa devo fare secondo lei? Devo attendere giugno e magari nel frattempo devo rivolgermi ad un fisiatra privatamente che scriva una relazione inerente i miei problemi e la mia impossibilità a svolgere tutti questi lavori pesanti da sola, oppure ci sono gli estremi per presentare un'esposto di cui mi parlava alla Tutela della Salute e Sicurezza sui luoghi di Lavoro della ASL territorialmente competente? La ringrazio ancora per l'attenzione che dedica, anche perchè non mi sono mai trovata ad avere problemi di questo tipo. Cordiali saluti.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

No, se ritiene di non poter svolgere la mansione, deve semplicemente presentare ricorso, entro 30 giorni, al giudizio di idoneità espresso dal medico competente. Il ricorso deve essere presentato presso le apposite commissioni asl territorialmente competente con una semplice telefonata.