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martedì 24 gennaio 2012

Ernie, Protrusioni e Spondilodiscopatie Lombari: Criteri per la Denuncia/Referto di Malattia Professionale



Segnalo un articolo, non recente, ma utile al medico competente quando deve decidere se inoltrare la denuncia di malattia professionale/referto in caso di ernia discale, protrusione discale o altre spondilodiscopatie del tratto lombare.
Fermo restando che un medico a fronte di una patologia inserita nelle tabelle di cui al D.M. 11 dicembre 2009 e in presenza del fattore di rischio ha l'obbligo di segnalare la sospetta malattia professionale, rilasciare il I certificato ed inoltrare il referto, il medico del lavoro ed in particolare il medico competente dell'azienda ha le conoscenza e dispone della documentazione (documento di valutazione dei rischi) per poter riflettere se inoltrare o meno la denuncia/referto. Occorre specificare che questa visione non è condivisa da alcuni organi di vigilanza e da alcune Procure della Repubblica che insistono sul fatto che il medico, indipendentemente dalla sua valutazione, ha l'obbligo di inoltrare la denuncia/referto e poi saranno gli organi competenti (INAIL e Asl) a svolgere l'indagine.
Tuttavia l'articolo propone un criterio di interesse che vale la pena discutere.
Si tratta di "Criteri per la denuncia ex D.M. 27/4/04 delle spondilodiscopatie del tratto lombare e dell'ernia discale lombare" di M. Coggiola, C. Romano, A. Baracco, Gian Mario Giachino, A. Berra, P. Piolatto - G Ital Med Lav Erg 2005; 27:4, 401-406.
Le malattie incluse nel D.M. 27/4/04 (all'epoca in cui gli autori scrissero l'articolo) e ora D.M. 11/12/09 sono:
le spondilodiscopatie del tratto lombare e l'ernia discale lombare.
Gli autori in sintesi suggeriscono di denunciare le seguenti forme patologiche.

  • i quadri di artrosi lombare anteriore che siano radiologicamente caratterizzati almeno dalla triade:

1) sclerosi reattiva delle limitanti somatiche superiore ed inferiore
2) proliferazione osteofitaria marginale
3) riduzione dello spazio intersomatico

  • le alterazioni del disco intervertebrale rese evidenti con appropriati esami di diagnostica per immagini (RM o TC), comprese anche le protrusioni discali, purchè determinino interessamento radicolari.
In presenza di un indice di rischio NIOSH superiore a 2 e con un'esposizione di almeno 5 anni.

Qualora non si disponga di un indice di rischio essi suggeriscono al medico competente una metodologia di valutazione per arrivare  a determinare l'effettivo rischio o meno.
Questo ultimo punto mi lascia un po' perplesso: può il medico competente valutare, indipendentemente dal documento di valutazione dei rischi, una situazione e stabilire, anche ai fini della denuncia, l'entità del fattore di rischio?
A mio avviso, in assenza di un indice di rischio esplicitato nel D.V.R. ma solo genericamente indicato come "movimentazione manuale dei carichi", come molte volte accade, dovrebbe:
1) suggerire al doatore di lavoro e R.S.P.P. e R.L.S. di effettuare un approfondimento e offrire la propria collaborazione
2) inoltrare la denuncia/referto in quanto, in assenza di un indice di rischio documentato nel D.V.R., deve prevalere un principio di precauzione.
Per leggere la pubblicazione scientifica:

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