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Sono specializzato in medicina del lavoro e opero come medico competente ai sensi del Decr. Leg.vo 81/08 e 106/09 per aziende principalmente a milano e in lombardia. Puoi accedere al mio sito professionale o al mio profilo linkedin i cui link sono riportati qui sotto. Consigli per la lettura del blog: in evidenza l'ultimo post; puoi leggere tutti i post cliccando sugli argomenti etichettati al fondo pagina oppure dall'archivio cronologico postato al fondo pagina. Il blog è per scelta, dignità e decoro libero da ogni forma di pubblicità diretta e indiretta. Si prega di non utilizzare i recapiti presenti in questo blog per l'invio di materiale pubblicitario. Ogni abuso sarà segnalato alle autorità competenti.

martedì 24 gennaio 2012

Ernie, Protrusioni e Spondilodiscopatie Lombari: Criteri per la Denuncia/Referto di Malattia Professionale



Segnalo un articolo, non recente, ma utile al medico competente quando deve decidere se inoltrare la denuncia di malattia professionale/referto in caso di ernia discale, protrusione discale o altre spondilodiscopatie del tratto lombare.
Fermo restando che un medico a fronte di una patologia inserita nelle tabelle di cui al D.M. 11 dicembre 2009 e in presenza del fattore di rischio ha l'obbligo di segnalare la sospetta malattia professionale, rilasciare il I certificato ed inoltrare il referto, il medico del lavoro ed in particolare il medico competente dell'azienda ha le conoscenza e dispone della documentazione (documento di valutazione dei rischi) per poter riflettere se inoltrare o meno la denuncia/referto. Occorre specificare che questa visione non è condivisa da alcuni organi di vigilanza e da alcune Procure della Repubblica che insistono sul fatto che il medico, indipendentemente dalla sua valutazione, ha l'obbligo di inoltrare la denuncia/referto e poi saranno gli organi competenti (INAIL e Asl) a svolgere l'indagine.
Tuttavia l'articolo propone un criterio di interesse che vale la pena discutere.
Si tratta di "Criteri per la denuncia ex D.M. 27/4/04 delle spondilodiscopatie del tratto lombare e dell'ernia discale lombare" di M. Coggiola, C. Romano, A. Baracco, Gian Mario Giachino, A. Berra, P. Piolatto - G Ital Med Lav Erg 2005; 27:4, 401-406.
Le malattie incluse nel D.M. 27/4/04 (all'epoca in cui gli autori scrissero l'articolo) e ora D.M. 11/12/09 sono:
le spondilodiscopatie del tratto lombare e l'ernia discale lombare.
Gli autori in sintesi suggeriscono di denunciare le seguenti forme patologiche.

  • i quadri di artrosi lombare anteriore che siano radiologicamente caratterizzati almeno dalla triade:

1) sclerosi reattiva delle limitanti somatiche superiore ed inferiore
2) proliferazione osteofitaria marginale
3) riduzione dello spazio intersomatico

  • le alterazioni del disco intervertebrale rese evidenti con appropriati esami di diagnostica per immagini (RM o TC), comprese anche le protrusioni discali, purchè determinino interessamento radicolari.
In presenza di un indice di rischio NIOSH superiore a 2 e con un'esposizione di almeno 5 anni.

Qualora non si disponga di un indice di rischio essi suggeriscono al medico competente una metodologia di valutazione per arrivare  a determinare l'effettivo rischio o meno.
Questo ultimo punto mi lascia un po' perplesso: può il medico competente valutare, indipendentemente dal documento di valutazione dei rischi, una situazione e stabilire, anche ai fini della denuncia, l'entità del fattore di rischio?
A mio avviso, in assenza di un indice di rischio esplicitato nel D.V.R. ma solo genericamente indicato come "movimentazione manuale dei carichi", come molte volte accade, dovrebbe:
1) suggerire al doatore di lavoro e R.S.P.P. e R.L.S. di effettuare un approfondimento e offrire la propria collaborazione
2) inoltrare la denuncia/referto in quanto, in assenza di un indice di rischio documentato nel D.V.R., deve prevalere un principio di precauzione.
Per leggere la pubblicazione scientifica:

20 commenti:

Anonimo ha detto...

VORREI SAPERE SE PER QUESTA PATOLOGIA ESISTE COME UNICA SOLUZIONE L'INTERVENTO: (RM RACHIDE LOMBO SACRALE)
PRESENZA DI SCOGLIOSI SINISTRO CONVESSA
ALTERAZIONI SPONDILOSICHE CON DISCOARTROSI
LIEVE ANTEROLISTESI DI L-4 SU L-5
ARTROSI DELLE FACCETTE ARTICOLARI
PRESENZA TRA L-4 E L-5 DI PROTUSIONE ERNIARIA DISCALE CON FISSURAZIONE DELL'ANULUS DISCALE CON IMPRONTA SUL SACCO DURALE E RESTRINGIMENTO FORAMINALE BILATERALE
PRESENZA TRA L-5 E S1 DI PROTRUSIONE ERNIARIA DISCALE CON IMPRONTA MEDIANA SUL SACCO DURALE
PRESENZA DI ISPESSIMENTO DEI LEGAMENTI GIALLI TRA L-4 L-5 E TRA L-5 E S1
CONSERVATA L'AMPIEZZA DEL CANALE CENTRALE
ASSENZA DI ALTERAZIONI DEL CONO MIDOLLARE.
GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE, DESIDERO URGENTEMENTE UNA VOSTRA RISPOSTA

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Deve consultare un ortopedico o un neurochirurgo in quanto io mi occupo di medicina del lavoro e non saprei darle un consiglio chirurgico.

magaz udine ha detto...

buongiorno, 5 anni fa movimentando dei carichi sul lavoro, mi sono bloccato per circa 10 gg, fatta la resonanza e trovate 2 ernie, 5ta e 6ta o 6ta e 7ma, ogni anno si fanno sentire, prendendo degli antiinfiammatori riesco a controllarle, salvo questo ultimo anno che si fanno sentire piu spesso (continuo a svolgere le stesse mansioni), volevo sapere se ho diritto a qualche tipo de indenizzo, ho queste ernie sono considerate malattia professionale. Eventualmente quelè la prassy ad eseguire.
colgo l'ocassione per ringraziare la vostra attenzione

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Se lei movimenta carichi nel corso della sua attività lavorativa e sei lei ha informato il medico competente del riscontro di ernie, il medico competente avrebbe dovuto valutare bene il caso e probabilmente effettuare la denuncia/referto/I certificato di malattia professionale. Se ciò non è stato fatto può rivolgersi direttamente al servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro della asl di competenza territoriale, segnalando che lei si è rivolto al medico competente il quale non ha effettuato la denuncia.
Può anche rivolgersi al patronato o farsi inviare, tramite prescrizione del medico curante di "visita di medicina del lavoro", presso un istituto di medicina del lavoro (presente in genere in ogni grande città) oppure rivolgersi ad un medico privato. Qualsiasi medico, quando ci sono gli estremi, ha l'obbligo di effettuare la denuncia di malattia professionale.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Forse ho capito male: se si tratta di ernie del tratto cervicale non può essere considerata malattia professionale. Se si tratta di ernie lombari invece si.

Anonimo ha detto...

buongiorno si puo avere un recapito per una cinsulenza telefonica?

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

023452021

Anonimo ha detto...

Buonasera sono da poco rientrata al lavoro dopo 4o gg di convalescenza post intervento discectomia l5 s1. Per arrivare al lavoro ho trenta min di auto e svolgo lavoro sedentario (11 anni). Chiedo se per un periodo io possa godere di orario ridotto, magari cinque ore dal momento che accuso dolori da seduta. Se si a chi posso rivolgermi. Ho altre due protrusioni, sono impiegata con lavoro 100%sedentario. Grazie

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Il medico competente non può disporre limitazioni dell'orario di lavoro nè esprimersi sulla tratta casa-lavoro ma può solo riconoscere delle limitazioni dell'attività lavorativa. Nel suo caso potrà solo indicare di introdurre pause posturali dall'attività seduta fissa ma non potrà andare oltre. Dovrà percorrere altre strade se desidera una limitazione dell'orario di lavoro.

MAURO M ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MAURO M ha detto...

Buongiorno, ottobre 2009 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico di laminectomia decompressiva e artrodesi posterolaterale V L- I S con fissatore interno causa infortunio sul lavoro non riconosciuto e predita del medesimo.Attualmente invalidità civile 46%, legge 68 con dterminate limitazioni(evitare lavori gravosi,fattori di sovraccarico biomeccanico per il rachide e gli arti inferiori, ecc), sono stato assunto giugno 2012 con chiamata numerica presso un industria mettallurgica tramte collocamento mirato disabili, medico aziendale ha posto limitazioni di peso e che posso sedermi quando troppo in piedi, in azienda continuano a farmi sollevare pesi e non mi permettono di sedermi dopo un tot di tempo;attualmente sono in malattia per blocco arti inferiori dovuto a ultimo sforzo sul lavoro, a dicembre in azienda sono stato convocato da responsabile sicurezza e mi ha comunicato che il mio contratto di lavoro che scade a magio 2014 non verrà rinnovato causa si sono accorti dei miei problemi sono veri;prima uccidono e poi licenziano.Domanda data la mia situazione nessuno mi può tutelare in merito?Fiducioso di un Vostro riscontro in merito porgo cordiali saluti.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

1) Bisognerebbe capire la patologia diagnosticata nel 2009 ed il tipo di lavoro che lei ha svolto. Forse ci sarebbero stati gli estremi di una malattia professionale più che un infortunio.
2) Se il medico competente ha espresso delle limitazioni e l'azienda non le ha rispettate, sarebbe stato lei il primo a doversi tutelare presentando un esposto alle autorità competenti in quanto il mancato rispetto del giudizio di idoneità è un reato penale.
3) Se ora ha avuto un blocco articolare acuto a seguito del sollevamento di un carico avrebbe dovuto recarsi al pronto soccorso per aprire l'infortunio. Anche questo l'avrebbe tutelato un po' di più.
Ora l'unica cosa che può fare è valutare se persistono gli estremi di una malattia professionale.

MAURO M ha detto...

Buonasera Dott. Cristiano Ravalli, grazie della sua celere e cortese risposta, mi concede di mandarle dei referti via mail per chiarire i suoi dubbi e porle altri quesiti?Cordiali saluti

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Non posso effettuare consulenze articolate, come il suo caso, a mezzo e-mail o telefonico. le consiglio di rivolgersi ad un medico del lavoro della sua città.

Anonimo ha detto...

Buonasera dottore lavoro in un'azienda chimica dal 1993 dopo circa 6 anni di lavoro stressante e il continuare per tutto il giorno a correre e salire 3 piani di scale in ferro ho cominciato ad avere una forte lombalgia nell'anno 2000 colpo della strega e poi visto dalla RMN protusione discale L5-S1 ho sofferto molti anni facendo anche innumerevoli malattie, nessuna cura funzionava e il lavoro era sempre pesante sperando che l'azienda si modernizzasse.. poi nel 2010 dopo un'ispezione asl ad alcuni lavoratori ci vengono riconosciute malattie professionali. nel mio caso 8%, ma le mie condizioni sono sempre più peggiorate oggi ho dolore e rigidità che parte dalla schiena fino alla fascia plantare, l'anno scorso sono stato classificato Fibromialgico con Sindr. da stanchezza cronica, oggi sono incapace di stare in piedi e camminare per altre un'ora, sto perdendo il lavoro che ho dovuto portare a 4 ore al giorno.mi può aiutare? il patronato mi ha fatto richiedere invano l'invalidità INPS ma perso che bisogna chiederla all'INAIL
raymondbard@hotmail.it

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Sono casi che non si possono trattare a mezzo e-mail. Deve rivolgersi al medico competente della sua azienda che potrà effettuare ulteriori esami ed eventualmente un aggravamento della malattia professionale.

Anonimo ha detto...

buongiorno. lavoro in una ditta alimentare dal 2002 e dal 2010 soffro di lombalgia da discopatia L4-L5. nel 2011, a Peschiera, sono stata operata con spaziatore interspinoso L4-L5 e successivamente nel 2012 ho seguito endoscopia per una revisione al nervo sciatico a sinistra. ho chiesto l'invalidità civile ed il risultato è stato: 35%. dopodiché ho ripreso il lavoro aggravando la situazione. nel 2013 ho subito un intervento in un ospedale di Rovereto per rimozione dello spaziatore, laminectomia e faccectomia L4, fissazone con viti e barre L4-L5. ho fatto la domanda per la malattia professionale, la risposta di essa è stata archiviata. successivamente ho fatto anche il ricorso, la risposta: per la malattia professionale per questo diagnostico, purtroppo non si può far nulla sulla RMN non ernie, l'intervento è stato fatto per stabilizzazione di colonna su progresso intervento eseguito in altra sede (non so se in Italia o alrto). nella parentesi precedente la dott. del patronato non riconosce che tutti gli interventi che ho subito sono stati in Italia. chiedo cortesemente se mi potrebbe dire se questa malattia è cnsiderata malattia professionale o no.
grazie.

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Non posso fare una consulenza del genere a mezzo e-mail con qualche elemento descritto sinteticamente. Se è stato respinto il ricorso, può tramite un avvocato ed un medico legale o un medico del lavoro, fare causa all'INAIL per farsi riconoscere la malattia professionale. Questo dopo che il medico le abbia data un minimo di possibilità che la malattia possa essere riconosciuta come professionale.

Anonimo ha detto...

buonasera ho avuto un episodio il 27 marzo 2014 mentre spostavo dei carichi sono rimasto bloccato a terra con un fortissimo dolore lombare .mi portano al pronto soccorso e dalle lastre non rsulta niente di rotto dopo 7 giorni di punture inutili mi reco all 'inail
mi fanno fare una risonanza e risultano delle protusioni erniarie anche di ampio raggio ma non mi viene riconoscuto l'infortunio perche' mallatia comune.o faccio un lavoro in un centro commerciale in un reparto dove si movimentano moltissimi pesi tra quali batterie auto tolle di vernici legna terra ecc. dopo 13 anni non e' possibile che queste protusioni mi siano state create da tutti questi sforzi che ogni giorno faccio? qundi non e' riconducibile a malattia proffessionale?

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

L'inail ha respinto l'infortunio. Tuttavia esistono gli estremi per denuncia di malattia professionale che deve pervenire all'inail per poter aprire la pratica di verifica. L'inail direttamente non lo fa! Se informa il medico competente del suo centro commerciale egli dovrà (ha l'obbligo) di inoltrare la denuncia di malattia professionale in presenza (nel suo caso) di protrusioni e se svolge ovviamente un'attività di movimentazione manuale di carichi.