Esiste una cattiva applicazione della normativa finalizzata ad evitare l'invio ai Ser.T. del Lavoratore risultato positivo allo screening ed alla conferma dei test urinari volti ad escludere l'assunzione di sostanze stupefacenti nelle categorie previste. In effetti se il datore di lavoro decide, anche a seguito della non idoneità allo svolgimento dei compiti lavorativi a rischio derivata dalla positività al drug-test, di escludere il lavoratore dalla mansione a rischio, decade l'invio ai Ser.T. per la relativa certificazione.
Molte volte tuttavia viene utilizzato questo escamotage per evitare gli accertamenti di II livello effettuati appunto dai Ser.T. in quanto costosi e vissuti come "infamanti" per il Lavoratore stesso. Dopo qualche mese (6) il Lavoratore viene riammesso alla mansione effettuando una visita e nuovamente il drug-test con il medico competente. Questo è una distorsione delle procedure e della normativa.
E' tassativa la certificazione dei Ser.T. se si intende reimmettere, anche a distanza di tempo, il lavoratore sospeso dalla mansione per esito positivo del test di primo livello.
Occorre informare e tranquilllizzare il lavoratote che vive male gli accertamenti dei Ser.T. anche nel timore di ripercussioni sul possesso della patente di guida. Nessuna comunicazione viene effettuata da parte dei Ser.T. alla Prefettura ai fini della sospensione della patente. Occorre sottolineare che gli accertamenti dei Ser.T. (visita medica, visita psicologica, ripetizione test urinari e esame pilifero) sono esclusivamente finalizzati al rilascio di una certificazione che può essere di 3 tipi: tossicodipendenza, non tossicodipendenza con riscontrato uso di......, non tossicodipendenza.
Pertanto, riassumendo, il corretto iter a seguito di una positività ai test di primo livello (screening e conferma): non idoneità ai compiti lavorativi a rischio, appuntamento presso i Ser.T., una volta ricevuta la certificazione il medico competente procederà di conseguenza. Nel 99% si tratterà di NON tossicodipendenza con riscontrato uso di....... per cui il medico competente sottoporrà il lavoratore al monitoraggio cautelativo (6 test urinari a sorpresa per 6 mesi) che, se risultati negativi, potranno permettere al reintegro pieno ai compiti lavorativi precedentemente esclusi. Per ulteriori 6 mesi è facoltà del medico competente sottoporre il lavoratore a test a sorpresa.


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