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martedì 27 dicembre 2011

Il Questionario di Karasek in Una Piccola Azienda: Ufficio

L'applicazione del modello di Karasek per la valutazione dei fattori di rischio stress lavoro-correlato in una piccola azienda mediante il JCQ Questionnaire.
26 soggetti. Considerato l'esiguo numero del campione la somministrazione dei questionari viene effettuata per la globalità aziendale e non in funzione dei reparti.
23% dei soggetti percepiscono la loro realtà lavorativa come ottimale (soggetti attivi caratterizzati da elevate richieste lavorative ma anche elevata ampiezza di decisione).
23% dei soggetti sono nella condizione di "low strain" (basse richieste lavorative e elevata ampiezza di decisione).
27% dei soggetti si caratterizzano come passivi (basse richieste lavorative e bassa ampiezza di decisione).
27% dei soggetti sono nella condizione di "high strain" (elevate richieste lavorative e scarsa ampiezza di decisione).

La somministrazione del questionario di Karasek segue la fase 1 della valutazione che utilizza le schede elaborate dalla Proposta Metodologica dell’I.S.P.E.S.L. che permettono una lettura quantitativa dei dati. Le check-list comprendono 3 aree di indagine. L’area degli indicatori aziendali, l’area del contesto del lavoro e l’area del contenuto del lavoro.
La prima è compilata a cura del datore di lavoro le seconde vengono compilate  a cura dei responsabili di reparto con il nulla osta del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Il risultato della fase 1 è, per ogni settore/reparto/funzione, area verde che consiste nell'area ottimale che non richiede interventi migliorativi in quanto ci troviamo in un contesto di benessere "oggettivo".
Si decide tuttavia di analizzare il percepito dei lavoratori.

Considerazioni
1) L'applicazione della metodologia Ispesl a steps, attraverso la compilazione di check-list di raccolta di dati oggettivi, non solo è insufficiente ma è fuorviante in quanto rileva, nella mia esperienza, in tutte le aziende in cui è stata applicata, "aree verdi" e quindi situazioni ottimali che non richiedono miglioramenti o valutazioni del percepito dei lavoratori.
2) L'applicazione del modello di Karasek in una piccola azienda ove non sia possibile effettuare la suddivisione per reparto è poco indicativa e non aiuta ad evidenziare i "fattori di rischio" stress lavoro correlato come richiesto dalla normativa. L'analisi delle sottoscale del modello di Karasek (supervisor support+coworker support) forse ci fornirebbe qualche elemento in più.
3) Esiste poi il nodo dell'esiguo numero del campione. Il questionario di Karasek è stato utilizzato nel mondo su campioni di migliaia di lavoratori e in Italia su campioni fino al centinaio e non su numeri così esigui.
4) Occorre quindi supportare questo tipo di valutazione con altri strumenti che ci permettano di identificare quali sono gli elementi caratterizzanti la bassa "job demand" e la bassa "decision latitude" del  27% dei lavoratori caratterizzati come passivi e quali gli elementi sfavorevoli caratterizzanti l'elevata "job demand" e la bassa "decision latitude" del 27% dei lavoratori. Altrimenti non sapremmo come intervenire dal punto di vista organizzativo.

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