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venerdì 4 febbraio 2011

La Gestione della Visita su Richiesta del Lavoratore

C'è ancora molta confusione e cattiva gestione riguardo le visite richieste dal lavoratore.
L'art. 41, al comma 2, lettera c) prevede che la sorveglianza sanitaria comprenda la visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica.
Alcuni hanno inteso che la visita su richiesta sia avanzabile solo da parte del lavoratore già sottoposto a sorveglianza sanitaria. Ad es. un venditore che utilizza l'auto aziendale e non utilizza il computer per un tempo superiore alla 20 ore complessive settimanali e quindi che non è e non può essere sottoposto alla sorveglianza sanitaria da parte del medico competente, può chiedere una visita di idoneità al medico competente ?
Può!
Infatti l'articolo di legge utilizza la congiunzione "o" e non "e": ciò significa che è previsto che le due opzioni citate non coesistano ma siano in alternativa. Cioè il lavoratore può avanzare la richiesta di visita sia qualora correlata ad un rischio lavorativo (e quindi è già sottoposto alla sorveglianza sanitaria) sia quando egli ritenga che l'attività lavorativa possa controindicare o aggravare le sue pre-esistenti condizioni di salute (anche se non è sottoposto alla sorveglianza sanitaria).
In che modo il lavoratore può avanzare la richiesta di visita ? La legge non lo prevede, pertanto in tutti i modi: orale, scritto, presentando una certificazione al medico competente ma anche no.
La procedura corretta sarebbe che il lavoratore comunichi al datore di lavoro, meglio in forma scritta, la necessità di consultare il medico competente il quale valuterà la congruita della richiesta con le condizioni previste dalla legge: che sia correlata al rischio professionale oppure che il lavoratore abbia patologie che possano controindicare alcuni compiti lavorativi.
Il medico competente può rifiutare la visita su richiesta ? Si, se valuta che non siano presenti le due condizioni riportate. Però lo deve incontrare, altrimenti come fa a valutare ?
E' corretta la procedura di consegnare al datore di lavoro certificazioni mediche attestanti patologie ? Assolutamente NO. La documentazione sanitaria è tutelata dall'art. 622 del C.P. (segreto professionale), senza dimenticare che essa rappresenta un dato sensibile garantito dal Codice della Privacy (D.Lvo 196/03).
Entro quanto tempo il medico competente deve effettuare la visita ? Non è specificato nella norma. Nel minimo tempo possibile al fine di organizzarsi.
Nel frattempo il lavoratore deve essere sospeso dalla mansione ? Certo che no. Il datore di lavoro non conosce le ragioni sanitarie che hanno spinto il lavoratore a chiedere la visita di idoneità.
La procedura corretta quindi è:
1) il lavoratore presenta al datore di lavoro una richiesta (meglio se scritta) di visita con il medico competente, senza specificare alcuna motivazione;
2) il medico competente incontra il lavoratore e valuta la congruità della visita;
se sono presenti anche una delle due condizioni citate nell'articolo 41, egli stilerà la cartella sanitaria e di rischio e rilascerà il giudizio di idoneità altrimenti potrà decidere di non procedere.

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9 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti sempre chiarissimo
Manuppelli

Susanna Borriero ha detto...

Mi sembra che non si sia andati fino in fondo alla questione per il semplice motivo che ad oggi non è disciplinato e chiarito cosa è lecito fare a valle di una visita effettuata su richiesta del lavoratore non in sorveglianza sanitaria.
E' lecito redigere il giudizio di idoneità? Se si:
1) il giudizio è reso in base ai rischi specifici della mansione che però è non a rischio?
2) le eventuali prescrizioni e/o limitazioni saranno valide a vita, visto che non si tratta di soggetto in sorveglianza sanitaria periodica?
Queste sono solo due delle numerose domande che ad oggi, 81/08 alla mano, non trovano risposte convincenti

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

1) L'espressione del giudizio di idoneità è imposto dal comma 6 dell'art. 41:
"Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cui al comma 2 (tra cui appunto la visita su richiesta dal lavoratore), esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica: a) idoneità; b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni; c) inidoneità temporanea; d) inidoneità permanente."
Ovviamente non potranno essere specificati i fattori di rischio ma solo che si tratta di una visita su richiesta.
2) Lo deciderà il medico. Se permanenti non sarà necessario rivedere il lavoratore.

Luca ha detto...

Mia moglie é un collaboratore scolastico e ha chiesto di essere sottoposta a visita presso il medico competente al dirigente scolastico per motivi di salute con pec in data 7 settembre,ad oggi non ha ancora ricevuto risposta in merito,come si deve comportare!

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Presentare un esposto scritto su quanto accaduto al Servizio Tutela Salute e Sicurezza sui Luoghi di Lavoro della ASL territorialmente competente. Si tratta di violazioni di natura penale e pertanto, normalmente, l'UPG che riceve l'esposto dovrebbe aprire un'indagine.

Anonimo ha detto...

Buongiorno Dott. Ravalli, il mio quesito è sulla durata della certificazione medica rilasciata dal medico del lavoro-competente qualora non siano stati specificati i termini e la visita è scaturita da richiesta del lavoratore! Ovviamente, su idoneità limitata, per esempio: a postura fissa e prolungata...Grazie

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Per i lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria (visite periodiche o su richiesta del lavoratore) vige l'obbligo di specificare, nel giudizio di idoneità, la scadenza della visita seguente. Per i lavoratori non sottoposti a sorveglianza sanitaria e quindi non esposti a rischi normati che richiedano una visita con il medico competente: se il medico non ha inserito la scadenza successiva della visita significa che non sono previste ulteriori visite e che quanto contenuto nel giudizio di idoneità è quindi permanente.

Anonimo ha detto...

Buongiorno Dottore, mi perdoni ma il Decreto Legge 445 del 28/12/2000 sulla certificazione Amministrativa all'art 45 lettera "F" prevede: che ogni certificazione amministrativa ivi compresa quella dei medici del lavoro ( comunemente detti: medici competenti) laddove non espresso il limite temporale non può superare quello triennale! Quindi le visite a richiesta del lavoratore e non quelle preventive?... e poi perché ci si rifà alle visite collegiali per la definizione del giudizio permanente di idoneità parziale o inidoneità?

Dott. Cristiano Ravalli ha detto...

Il testo Unico prevede che il giudizio di idoneità abbia indicato, obbligatoriamente, la scadenza della visita seguente.
Immagino dunque che, se il medico competente, non l'ha indicato ciò significa che non prevede ulteriori visite ed io ho pertanto dedotto che lei non è sottoposto a sorveglianza sanitaria periodica (altrimenti il medico avrebbe indicato la scadenza)
A meno che non si sia sbagliato.
Però scusi.......non fa prima a chiamare il medico competente per avere spiegazioni?