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martedì 8 giugno 2010

Quando Il Documento di Valutazione è un boomerang

Il medico competente elabora il protocollo sanitario sulla base del documento di valutazione dei rischi (D.V.R.) ed esprime il giudizio idoneità sulla base dei rischi che, obbligatoriamente, devono comparire sul modulo del giudizio stesso e sulla cartella sanitaria e di rischio.
A volte però i D.V.R. mancano proprio (aziende con meno di 10 lavoratori che hanno effettuato l'autocertificazione) o sono incompleti e carenti.
Ogni qualvolta un rischio non è considerato o non è valutato, il medico competente dovrebbe, per un meccanismo di cautela e prudenza, considerare il lavoratore esposto a quel rischio.
Nell'azienda edile che non ha effettuato la fonometria (misurazione dell'esposizione a rumore), il medico competente dovrebbe considerare esposti i lavoratori a rumore ed inserire il rischio nel protocollo sanitario e quindi nella cartella sanitaria e di rischio e sul giudizio di idoneità, specificando che tale rischio non è stato valutato.
Il D.V.R. che indica come fattore di rischio una generica "movimentazione manuale di carichi" 0 "vibrazioni mano-braccio", senza valutare con le metodiche disponibili tali rischi: il medico competente dovrebbe includere tale rischio nel protocollo, sulla cartella e sul giudizio di idoneità.
Quello che sfugge a volte agli R.S.P.P. o ai datori di lavoro che nel caso il medico competente riscontri una patologia inclusa nell'elenco delle malattie professionali e sia presente il fattore di rischio nel D.V.R., sebbene non valutato nella sua intensità e durata, egli è tenuto a stilare la denuncia ed il referto di malattia professionale con tutte le conseguenza del caso.
Molte volte i consulenti che redigono i D.V.R. o i datori di lavoro "tendono ad abbondare" cioè si segue un principio che viene definito "cautelativo" ma che io definirei "controproducente".
L'esempio più frequente è quello della movimentazione manuale di carichi che, non volendo valutare e approndire, si preferisce inserire nel D.V.R. con la motivazione "così i lavoratori vengono visitati".
E se poi in uno di loro è presente un'ernia del disco?
La conseguenza è ovvia (per il medico competente): la denuncia di malattia professionale.
E per questa ragione che i fattori di rischio devono essere ben ponderati prima di essere inseriti nel D.V.R.: perchè da un atto di negligenza o di "eccessiva cautela" scaturiscono poi conseguenze poco controllabili ed è per questa ragione che la collaborazione del medico competente alla valutazione dei rischi non deve essere solo "la firma sul D.V.R." ma un reale scambio di conoscenze e competenze.

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